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Fare impresa con il modello “startup studio” e ridurre il rischio fallimentare: scopri come

Per molte startup raggiungere i primi tre anni di vita è spesso un miraggio: tre su quattro, infatti, non superano questo periodo e i motivi possono essere diversi: non hanno trovato le giuste condizioni finanziarie, il business model era poco chiaro o non corretto, oppure si sono inserite in un settore già saturo e denso di competitor.

Per evitare di giungere a queste conclusioni, suggeriamo sempre di andare a lavorare sulla riduzione del rischio di fallimento: il modello di “startup studio” può giocare un ruolo fondamentale.

Che cos’è uno startup studio?

Uno startup studio è una sorta di fabbrica di startup, un generatore di nuovo business, che parte dall’analisi del mercato e delle sue tendenze più promettenti, e procede da una domanda potenziale e anche latente, a cui dare una risposta nuova e specifica. Un modello incentrato sulla scalabilità veloce di un numero selezionato di progetti, che permette la creazione da zero di un portafoglio di startup di qualità e a basso rischio

Proprio perché ben studiate e pianificate a tavolino, le ‘creature’ di una company builder hanno in genere un tasso di crescita maggiore e un go-to-market più rapido rispetto alla media, ed è per questo che anche noi di Drazefin ne sposiamo la filosofia e vogliamo oggi presentarvi i dati emersi da uno studio realizzato da Startup Bakery - uno dei primi startup studio italiani - di cui siamo advisor. 

Bakers Connect

QQ  Qual è lo stato di salute del mercato startup early stage? Quali i settori più in crescita e quali quelli in flessione? I settori di cui si parla di più sono anche quelli in maggiore crescita? 

Di questo e altri temi caldi si è discusso proprio di recente a Palazzo Bovara, sede di Confcommercio Milano, che ha ospitato la seconda edizione di Bakers Connect, un evento di networking organizzato da Startup Bakery, lo startup studio italiano fondato da Alessandro Arrigo e Angelo Cavallini nel febbraio 2020 con l’obiettivo di dare vita ad aziende SaaS B2B sostenibili e con una forte componente di Intelligenza Artificiale e permettere a founder, aziende e investitori professionali di esprimere il proprio potenziale. Le startup innovative che sono state incubate sono già sul mercato e alcune di esse hanno visto l’ingresso nel capitale di grandi nomi come Edison e Svicom, che hanno infatti sposato il progetto di Startup Bakery Condeo, la piattaforma in cloud per amministratori, condòmini e fornitori che semplifica la comunicazione e il coordinamento della vita condominiale, le riscossioni e lo svolgimento di lavori ordinari e straordinari.

 Investimenti early-stage in flessione

Lo scorso dicembre QuSeed, il software sviluppato da Startup Bakery che incrocia dati strutturati di tipo finanziario con dati di tipo conversazionali per fornire trend e previsioni nel mercato startup early stage, ha evidenziato una decrescita generale degli investimenti. 

In valore assoluto il numero di startup fondate e il numero di funding round nel 2022 sono stati infatti inferiori rispetto al 2021: nello specifico, da 28.722 startup fondate nel 2021 si è passati a 10.567 nel 2022, segnando una diminuzione del 63% mentre per quanto riguarda i funding round i valori sono scesi dalle 31.706 unità del 2021 alle 22.040 del 2022, tracciando una decrescita del 30,5%. Infine, guardando a quanto è stato raccolto nei due anni, il valore è sceso dai $238,4B del 2021 ai $174,7B del 2022, con un decremento del 26,7%.

Settori: chi sale e chi scende

 Attraverso l’analisi dei parametri sopra elencati e il confronto tra la fetta di mercato occupata da un determinato settore nel 2022 con quella occupata nel 2021, sono stati evidenziati gli ambiti più in crescita e più in flessione per il 2022. In cima alla classifica dei settori più in crescita troviamo Pollution Control, Affiliate Marketing e Quantum Computing. Quelli più in flessione risultano Organic FoodPrivacye-learning.

 L’e-learning, tuttavia, è l’ambito che detiene il primato per numero di startup fondate (81) nel 2022, seguito da Virtual Reality (72) e Delivery (27). Gli stessi settori sono quelli che hanno raccolto anche più capitali: primeggia Delivery ($1.28B) seguito da e-learning ($1.14B) e Virtual Reality ($1.11B). 

Perché crediamo nel modello startup studio

A oggi esistono circa 600 startup studio in tutto il mondo. Secondo i report realizzati da Gssn nel 2020 e Studiohub nel 2021, le due principali community internazionali del settore, il tasso di successo delle startup prodotte da un venture builder si muove in un range tra il 35% ed il 70% del totale, mentre le startup ‘tradizionali’ secondo Forbes falliscono nel 90% dei casi.

Uno startup studio procede non da un’idea originale e suggestiva, insita nel fondatore di una startup, ma da un’analisi metodologica e accurata del mercato e dei suoi trend più promettenti. Imposta quindi il relativo modello di business, e costruisce la squadra necessaria per farlo funzionare. Lo startup studio, in genere, ci mette anche i capitali necessari, sceglie e incarica la figura che guiderà la nuova startup, mette a disposizione tutte le risorse per crescere e scalare velocemente.

In questo modello Drazefin si inserisce in ogni fase e lavora in qualità di advisor in maniera molto trasversale, occupandosi in toto delle necessità della startup, che rappresentano le fasi embrionali e di crescita dell’impresa stessa. Nella fase iniziale, per esempio, affianchiamo la startup nella predisposizione di dossier, piani industriali e-business plan; procediamo così alla seconda fase, quella del reperimento di capitali, facendo ottenere la liquidità necessaria alla crescita lavorando su fondi strutturati del PNRR disponibili per questo settore, così come fondi ordinari e straordinari. Una volta ottenuta la validazione del progetto, affianchiamo l’impresa perché possa industrializzarsi e procedere verso la fase della commercializzazione, che coincide spesso con l’età matura di ingresso nel capitale da parte di un partner strategico che possa portarla a scalare velocemente, sia esso un partner industriale o un fondo istituzionale. 

 

 

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